Il consigliere comunale, in carica fino al 2029, sceglie di svolgere gratuitamente il proprio mandato. Tra le sue iniziative, il cimitero per gli animali d’affezione e una mozione per alleggerire i tributi comunali delle fasce più fragili
ROSASCO (Pavia) – Un mandato amministrativo interpretato come servizio alla comunità, partendo da una scelta personale dal forte valore simbolico: rinunciare al gettone di presenza previsto per la partecipazione alle sedute del Consiglio comunale.

È la decisione assunta da Emanuele Castelli, consigliere comunale di minoranza a Rosasco, in provincia di Pavia, il cui mandato istituzionale, iniziato nel 2024, proseguirà fino al 2029, come conferma la scheda pubblicata dal Comune di Rosasco.

«Ho rifiutato il gettone di presenza da consigliere comunale e sto lavorando gratuitamente per i cittadini», ha spiegato Castelli, sintetizzando una concezione della politica locale fondata sulla presenza, sull’ascolto e sulla presentazione di proposte concrete.
Un cimitero comunale per gli animali d’affezione
Tra le iniziative promosse dal consigliere figura la realizzazione di un cimitero comunale destinato agli animali d’affezione. Secondo quanto riferito da Castelli, la proposta ha già ottenuto il necessario accoglimento e si trova ora nella fase regolamentare.
La convocazione del Consiglio comunale di Rosasco, fissato per mercoledì 29 luglio 2026 alle ore 19, inserisce infatti al sesto punto dell’ordine del giorno il “Regolamento Cimitero comunale per animali d’affezione”.
Il progetto risponde a una sensibilità sempre più diffusa nelle famiglie italiane. Cani, gatti e altri animali domestici sono ormai considerati componenti effettivi del nucleo familiare e la possibilità di disporre di un luogo dignitoso nel quale conservarne il ricordo rappresenta un servizio dal significativo valore sociale e affettivo.
Per un piccolo Comune come Rosasco, l’iniziativa può diventare anche un esempio di attenzione amministrativa verso bisogni che, pur non rientrando nei servizi pubblici tradizionali, incidono profondamente sulla vita delle persone.
Agevolazioni fiscali per gli anziani e le famiglie più fragili
Un secondo importante intervento riguarda la proposta di introdurre agevolazioni sui tributi comunali in favore delle fasce più deboli della popolazione.
La mozione, presentata dal consigliere Castelli il 2 maggio 2026 e inserita al settimo punto dell’ordine del giorno, interessa due categorie:
- i nuclei familiari nei quali convivano persone con più di 75 anni;
- gli anziani con più di 70 anni che vivono soli.
Nelle intenzioni del proponente, il provvedimento dovrebbe tradursi in una riduzione del carico fiscale comunale, con particolare riferimento a IMU e TARI, tenendo conto delle differenti situazioni abitative e patrimoniali e nel rispetto dei limiti previsti dalla legge, dai regolamenti comunali e dagli equilibri di bilancio.
La definizione concreta delle riduzioni, dei requisiti economici, degli immobili interessati e delle modalità di presentazione delle domande dovrà essere stabilita dagli organi comunali competenti. Il principio politico della proposta è però chiaro: utilizzare la fiscalità locale anche come strumento di protezione sociale.
In un periodo nel quale molti anziani devono affrontare l’aumento del costo della vita, delle utenze e delle spese sanitarie, un alleggerimento dei tributi comunali potrebbe rappresentare un sostegno concreto, soprattutto per chi vive solo e dispone di un reddito limitato.
Un’amministrazione vicina ai bisogni quotidiani
Le proposte presentate da Castelli affrontano ambiti differenti, ma sono unite da un medesimo filo conduttore: l’attenzione verso le persone, gli animali e le situazioni di maggiore fragilità.
Nella stessa seduta del 29 luglio sarà esaminata anche un’altra sua mozione, dedicata all’attivazione di un servizio di interpretariato nella Lingua dei Segni Italiana, accompagnato da servizi di ascolto e da percorsi di formazione e inclusione.

Dal sostegno agli anziani alla tutela degli animali d’affezione, fino all’accessibilità per le persone sorde, emerge una linea amministrativa orientata a trasformare il mandato consiliare in uno strumento operativo al servizio del territorio.
La rinuncia al gettone di presenza rafforza il messaggio politico che Castelli intende trasmettere: anche all’interno di un piccolo Comune, l’impegno istituzionale può produrre proposte capaci di incidere concretamente sulla qualità della vita dei cittadini.
