CASTELLAR PONZANO – Nel giorno dell’anniversario della strage di via D’Amelio, il Centro Studi Rinascimento Nazionale rivolge un appello alle forze politiche italiane affinché la selezione dei propri rappresentanti avvenga sulla base della credibilità personale, dell’integrità e della trasparenza.

«Il modo migliore per onorare Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta non è la retorica, ma l’assunzione di un impegno concreto per una politica fondata sulla legalità, sulla trasparenza e sull’integrità personale», dichiara Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano.

L’organizzazione invita tutti i partiti e i movimenti politici, a partire da Futuro Nazionale, a prestare particolare attenzione ai criteri con cui vengono individuate le persone chiamate a ricoprire incarichi pubblici e a rappresentare le istituzioni.
«La selezione della classe dirigente deve fondarsi anzitutto sulla credibilità personale delle donne e degli uomini chiamati a rappresentare le istituzioni», prosegue Sforzini. «La competenza è fondamentale, ma non basta. Occorre una reputazione costruita nel tempo attraverso comportamenti coerenti, limpidi e rispettosi della legge».
Secondo il presidente del Centro Studi, il ricordo della strage del 19 luglio 1992 deve quindi tradursi in una responsabilità politica quotidiana, capace di andare oltre le commemorazioni ufficiali.

«La lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione passa anche dalla qualità delle persone selezionate dai partiti. Le istituzioni devono essere affidate a figure credibili, libere da ombre e capaci di testimoniare con i propri comportamenti i valori della legalità».
L’appello del Centro Studi Rinascimento Nazionale punta così a riportare al centro del dibattito pubblico il tema della responsabilità individuale di chi assume un ruolo politico: non soltanto preparazione tecnica e capacità amministrativa, ma anche coerenza, affidabilità e rispetto delle regole.
«Onorare Paolo Borsellino significa pretendere una politica all’altezza del suo esempio», conclude Sforzini. «La credibilità personale non può essere considerata un elemento accessorio, ma deve diventare il primo requisito per chiunque aspiri a rappresentare i cittadini».
