Al Palazzo del Capitano del Popolo l’appuntamento che riunisce l’area proveniente da Indipendenza e la nuova formazione di Roberto Vannacci. Gianni Alemanno tra i protagonisti del Forum; nella mattinata di domenica 20 settembre è previsto l’intervento conclusivo di Vannacci. Al centro dei dibattiti Unione Europea, economia, immigrazione, carceri e rapporti tra le diverse anime della destra italiana ed europea.

ORVIETO – Il centro storico di Orvieto è diventato in questo fine settimana uno dei luoghi del confronto politico dell’area sovranista italiana. Dal 18 al 20 settembre 2026, il Palazzo del Capitano del Popolo ospita infatti “Orvieto ’26 – Forum dell’Indipendenza Italiana”, appuntamento costruito attorno al tema “Il futuro dell’Italia. Il sovranismo sociale per una vera identità europea”. Lo svolgimento della manifestazione nelle tre giornate è confermato anche dal Comune di Orvieto, che per l’occasione ha predisposto specifiche modifiche alla viabilità del centro storico.
L’edizione 2026 assume una particolare rilevanza per i rapporti tra l’esperienza politica nata intorno a Indipendenza e la nuova fase rappresentata da Futuro Nazionale, il movimento guidato da Roberto Vannacci. Tra i protagonisti della convention figura Gianni Alemanno, fondatore del movimento Indipendenza e da anni promotore del Forum orvietano. La stampa locale ricorda infatti che proprio ad Orvieto, nel luglio 2023, venne lanciato il “Manifesto del Forum dell’Indipendenza Italiana”, mentre nel 2024 lo stesso appuntamento aveva già visto la presenza di Vannacci.

Da Indipendenza a Futuro Nazionale
Orvieto diventa così il luogo nel quale percorsi politici differenti cercano di confrontarsi all’interno di un’area comune. Tra le presenze annunciate figurano, oltre ad Alemanno e Vannacci, Massimiliano Simoni, coordinatore nazionale di Futuro Nazionale, Edoardo Ziello, Lorenzo Gasperini, Massimo Arlechino e altri dirigenti ed esponenti politici.
ANSA ha descritto la manifestazione come una tre giorni dedicata al cosiddetto “sovranismo sociale”, sottolineando la presenza di militanti, parlamentari e ospiti provenienti da diverse realtà politiche. Alemanno, aprendo i lavori, ha sostenuto che gli organizzatori avessero rivolto inviti anche ad altre componenti del centrodestra e ad interlocutori politici esterni all’area di Futuro Nazionale.
Il programma non si limita infatti alla dimensione organizzativa del movimento. I panel affrontano questioni economiche, sociali e istituzionali: rapporti con Bruxelles, Green Deal, conseguenze economiche della guerra in Ucraina, immigrazione, sistema carcerario, identità culturale e trasformazioni politiche in corso in Europa.
Europa e sovranità al centro del confronto
Uno dei temi centrali di Orvieto ’26 è il rapporto tra sovranità nazionale e istituzioni europee. Sabato mattina il programma ha previsto la tavola rotonda “Quanto ci costa Bruxelles?”, con la partecipazione, tra gli altri, del responsabile economico di Futuro Nazionale Antonio Rinaldi, dell’economista Michele Geraci e di diversi accademici ed esperti.

La dimensione internazionale del Forum emerge anche dalla partecipazione annunciata dell’europarlamentare tedesco Marc Jongen, esponente di Alternative für Deutschland (AfD), invitato per un confronto sulla crescita dei movimenti sovranisti europei. Gli organizzatori hanno presentato questa presenza come l’occasione per discutere possibili interlocuzioni tra forze politiche che contestano diversi aspetti dell’attuale assetto dell’Unione Europea.
Il tema europeo viene affrontato da Futuro Nazionale attraverso una linea critica nei confronti di alcune politiche dell’UE, mentre sul piano interno il Forum rappresenta anche uno spazio nel quale discutere il rapporto tra il movimento di Vannacci e le forze dell’attuale centrodestra di governo.
Il confronto sul futuro della destra italiana
Particolare attenzione è stata dedicata al panel “La destra italiana non è conservazione. Il centrodestra di governo e Futuro Nazionale”, previsto sabato pomeriggio con, tra gli altri, Lorenzo Gasperini, Domenico Furgiuele, Massimo Magliaro e Caio Mussolini.
Secondo ANSA, nel corso della manifestazione Alemanno ha sollecitato un confronto politico tra Giorgia Meloni e Roberto Vannacci. Si tratta della posizione espressa dall’ex sindaco di Roma, all’interno di un dibattito più ampio sulle relazioni future tra Futuro Nazionale e le altre componenti della destra italiana; non costituisce, al momento, l’annuncio di accordi politici formalizzati.
La convention rappresenta quindi anche un momento di definizione dell’identità politica di Futuro Nazionale: non soltanto una successione di interventi, ma un confronto sui contenuti attraverso i quali il movimento intende presentarsi nello scenario nazionale.
Domenica 20 settembre, attesa per Vannacci
La giornata di oggi, domenica 20 settembre, costituisce il momento conclusivo del Forum.
Il programma prevede nella mattinata il panel “Una valanga che sale. Testimonianze sulla crescita del sovranismo in Europa”, con rappresentanti di forze e associazioni europee. Alle 11.30 è programmata la sessione conclusiva nuovamente dedicata a “Il futuro dell’Italia. Il sovranismo sociale per una vera identità europea”. Sono annunciati sul palco Massimo Arlechino, Lorenzo Gasperini, Chicco Costini e Massimiliano Simoni, seguiti dagli interventi di Gianni Alemanno e Roberto Vannacci.
Poiché la giornata conclusiva è ancora in corso al momento della pubblicazione, eventuali dichiarazioni pronunciate da Vannacci durante l’intervento finale dovranno essere riportate successivamente sulla base di quanto effettivamente detto.
Fuori dal Palazzo anche una manifestazione di dissenso
L’appuntamento ha generato anche una mobilitazione di segno opposto. ANPI Orvieto, insieme ad Articolo 21, Spi-Cgil e Rose Rosse d’Europa, ha promosso per la mattina del 20 settembre un presidio in Piazza Gualterio, dichiarando la propria contrarietà alle posizioni politiche espresse nel Forum.
Due iniziative politicamente contrapposte che rendono evidente come l’appuntamento di Orvieto abbia assunto una dimensione che va oltre quella di una semplice riunione interna.
Per Futuro Nazionale, il Forum rappresenta infatti un passaggio nell’elaborazione della propria linea politica e nella costruzione dei rapporti con l’area proveniente dall’esperienza di Indipendenza e con altre realtà sovraniste europee. Per gli osservatori esterni, invece, Orvieto offre l’occasione per comprendere quali temi, alleanze e strategie il movimento di Vannacci intenda sviluppare nei prossimi mesi.
Il significato politico definitivo di Orvieto ’26 potrà essere valutato soprattutto dopo le conclusioni di questa mattina. Intanto il Palazzo del Capitano del Popolo torna ad essere, come già accaduto nelle precedenti edizioni del Forum, il luogo scelto per discutere identità, sovranità nazionale, politiche europee e futuro della destra italiana.
