Il comitato FNV 421 porta la candidatura del generale tra cittadini, ambulanti e commercianti della zona Isola. L’iniziativa organizzata dall’avvocato Renato Maturo si chiude con un aperitivo definito dagli organizzatori “haram”. Presenti, tra gli altri, Max Bastoni e Roberto Jonghi Lavarini.
MILANO – La campagna di Futuro Nazionale per la candidatura del generale Carmelo Burgio a sindaco di Milano entra nella fase della mobilitazione sul territorio. Nelle scorse ore il comitato FNV 421 Milano ha organizzato un primo banchetto politico-elettorale in Piazzale Lagosta, nell’area Isola, scegliendo uno dei quartieri più conosciuti e trasformati del capoluogo lombardo come punto di partenza dell’attività pubblica.
La candidatura di Burgio per Futuro Nazionale era stata annunciata pubblicamente da Roberto Vannacci all’inizio di agosto. Burgio, generale di Corpo d’Armata dei Carabinieri in congedo, ha maturato una lunga esperienza nell’Arma e ha svolto incarichi e missioni anche all’estero; nelle settimane successive all’annuncio ha iniziato a delineare pubblicamente alcuni dei temi sui quali intende costruire la propria proposta per Milano.
Il banchetto nel cuore della zona Isola
L’iniziativa di Piazzale Lagosta è stata promossa dall’avvocato Renato Maturo, esponente della destra milanese e oggi tra i riferimenti cittadini di Futuro Nazionale. La sua attività all’interno dell’area politica milanese è documentata da tempo: è stato dirigente di Alleanza Nazionale, consigliere municipale e collaboratore di Ignazio La Russa, oltre ad aver promosso il comitato Destra per Milano. Nei mesi scorsi è stato inoltre indicato tra i protagonisti dell’organizzazione territoriale di Futuro Nazionale nel capoluogo lombardo.

Secondo quanto riferito dagli organizzatori, durante la mattinata il banchetto ha richiamato cittadini, ambulanti del mercato e commercianti della zona, che hanno avuto modo di incontrare Burgio e gli esponenti del comitato e confrontarsi direttamente con loro.
La scelta dell’Isola assume per i promotori anche un significato politico e simbolico: nel comunicato diffuso al termine dell’iniziativa il quartiere viene ricordato per la sua tradizionale storia politica legata alla sinistra milanese. Futuro Nazionale punta quindi a utilizzare questa prima presenza pubblica come segnale della volontà di portare la propria campagna anche in aree della città non considerate automaticamente vicine al movimento.
Piazzale Lagosta rappresenta inoltre uno dei punti storicamente legati alla vita commerciale della zona, con il mercato comunale che negli ultimi anni è stato interessato da interventi di riqualificazione e da una trasformazione degli spazi e delle attività.
Da Maturo a Bastoni, le presenze alla manifestazione
Alla mattinata hanno preso parte, secondo il comunicato degli organizzatori, anche diversi ex consiglieri di zona ed esponenti provenienti dal mondo militare e associativo.

Fra i presenti viene indicato Max Bastoni, già consigliere comunale di Milano e successivamente consigliere regionale della Lombardia. Il suo percorso istituzionale comprende infatti l’elezione in Consiglio comunale milanese nel 2011, la riconferma nel 2016 e l’ingresso nel Consiglio regionale lombardo nel 2018.
Presente anche Roberto Jonghi Lavarini, figura da anni attiva nell’area della destra milanese e già intervenuta pubblicamente nel dibattito riguardante la costruzione territoriale di Futuro Nazionale. La stampa lo identifica frequentemente con il soprannome di “Barone nero”. Jonghi Lavarini ha espresso nell’occasione il proprio sostegno politico a Burgio e al progetto nazionale guidato da Roberto Vannacci, utilizzando la formula della “rivoluzione nazional popolare dei generali”, riferita allo stesso Vannacci e a Carmelo Burgio. Si tratta di una definizione politica attribuibile direttamente a Jonghi Lavarini, già intervenuto pubblicamente in precedenti appuntamenti milanesi vicini a Futuro Nazionale.
L’aperitivo “haram”, la provocazione scelta dagli organizzatori
La parte conclusiva dell’appuntamento è stata caratterizzata da un’iniziativa volutamente provocatoria. Gli organizzatori hanno infatti definito “aperitivo haram” il momento conviviale a base di pane, salame e vino rosso.
“Haram” è il termine utilizzato nella tradizione islamica per indicare ciò che è proibito dalla religione. La scelta di utilizzare questa espressione è stata quindi esplicitamente presentata dai promotori come una provocazione politica e identitaria. Non si è trattato, dunque, di una denominazione neutra dell’aperitivo, ma di un messaggio scelto dagli stessi organizzatori e inserito nel contesto della loro iniziativa.
Un elemento destinato verosimilmente ad alimentare il confronto politico cittadino, soprattutto in una metropoli come Milano, dove i temi dell’integrazione, della sicurezza, dell’immigrazione e della convivenza tra comunità rappresentano da anni una parte rilevante del dibattito pubblico.
Burgio porta la candidatura sul territorio
Al di là degli aspetti più simbolici della mattinata, il dato politico dell’appuntamento di Piazzale Lagosta è l’inizio di una fase maggiormente territoriale della candidatura di Carmelo Burgio.
Nelle sue prime dichiarazioni pubbliche da candidato, Burgio ha spiegato che la sicurezza farà parte della sua impostazione amministrativa, definendola un “prerequisito” per il funzionamento della città, ma ha anche precisato di non voler interpretare il ruolo come quello di un “sindaco sceriffo”. Ha inoltre affrontato temi che vanno dai servizi comunali alle politiche sociali e alla presenza dell’amministrazione nei quartieri.
La candidatura del generale rappresenta una delle prime prove amministrative di rilievo per la nuova formazione politica legata a Roberto Vannacci e Milano costituisce inevitabilmente un terreno particolarmente significativo. Futuro Nazionale sta infatti lavorando da mesi alla costruzione di propri comitati cittadini e anche alla presenza all’interno di realtà lavorative milanesi come ATM e AMSA.
Il banchetto dell’Isola segna quindi il passaggio dalla fase organizzativa a quella del confronto diretto con gli elettori. Il prossimo banco di prova sarà capire quali temi verranno inseriti nel programma definitivo di Burgio e come la rete dei comitati di Futuro Nazionale intenderà strutturare la propria presenza nei diversi quartieri della città.
