Il consigliere regionale eletto con la Lega si aggiunge a Luca Ferrazzi e Pietro Macconi. L’adesione sarà ufficializzata il 15 settembre: con tre esponenti diventa possibile costituire il gruppo autonomo di Futuro Nazionale nel Consiglio regionale della Lombardia.
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Dal consenso misurato dai sondaggi alla presenza dentro le istituzioni.
Futuro Nazionale si prepara a compiere un passaggio politicamente significativo in Lombardia: con l’ingresso del consigliere regionale Riccardo Vitari, il movimento di Roberto Vannacci raggiunge infatti quota tre consiglieri al Pirellone, numero che consente la costituzione di un gruppo autonomo in Consiglio regionale.
L’adesione di Vitari, eletto nel 2023 con la Lega nella circoscrizione di Cremona, dovrebbe essere ufficializzata martedì 15 settembre, durante una conferenza stampa alla quale Roberto Vannacci è annunciato in collegamento.
Vitari si aggiunge a Luca Daniel Ferrazzi e Pietro Macconi, che avevano aderito a Futuro Nazionale alla fine di maggio.
Da due consiglieri a un gruppo autonomo
La differenza non è semplicemente numerica.
Con Ferrazzi e Macconi, Futuro Nazionale disponeva già di una rappresentanza politica nel Consiglio regionale. L’arrivo del terzo consigliere permette invece, secondo le regole richiamate nelle cronache sul Pirellone, di passare alla costituzione di un vero gruppo consiliare autonomo.
È un salto di qualità istituzionale.
Un conto è avere singoli eletti che aderiscono a un movimento; un altro è disporre di una struttura riconoscibile all’interno dell’assemblea regionale.
E avviene in Lombardia, Regione che per peso economico, popolazione e rilevanza politica rappresenta inevitabilmente uno dei territori strategici per qualsiasi forza che punti a costruire un’organizzazione nazionale.
Chi sono i tre consiglieri
I tre percorsi politici sono differenti.
Luca Daniel Ferrazzi, con una lunga esperienza politica regionale, alle elezioni lombarde del 2023 era stato candidato con Lombardia Migliore, la lista a sostegno di Letizia Moratti, ed era poi confluito nel gruppo Misto.
Pietro Macconi, eletto nella circoscrizione di Bergamo, proveniva invece da Fratelli d’Italia.
Entrambi avevano annunciato l’adesione a Futuro Nazionale nel maggio scorso.
A loro si aggiunge adesso Riccardo Vitari, proveniente dalla Lega.
Tre provenienze che mostrano un elemento interessante: la costruzione istituzionale lombarda di FN sta aggregando figure con storie diverse all’interno dell’area politica di centrodestra.
E con la maggioranza di Fontana?
Qui è necessario distinguere la nascita del gruppo dalla collocazione politica nella maggioranza regionale.
Nel giugno scorso Ferrazzi e Macconi avevano incontrato il presidente della Regione Attilio Fontana. Al termine del confronto era stato chiarito che non vi erano allora le condizioni per l’ingresso degli esponenti di Futuro Nazionale nella maggioranza che governa la Lombardia, lasciando però aperta la possibilità di confrontarsi provvedimento per provvedimento.
L’arrivo di Vitari non consente quindi, allo stato delle informazioni disponibili, di affermare automaticamente che FN entri nella maggioranza regionale.
Ma cambia certamente il suo peso all’interno dell’assemblea.
La Lombardia come laboratorio politico
Il passaggio assume un significato che va oltre Palazzo Pirelli.
Da mesi Futuro Nazionale sta lavorando alla costruzione di comitati, coordinamenti e strutture locali. La nascita di un gruppo regionale rappresenterebbe un’altra fase: quella del radicamento istituzionale.
La Lombardia potrebbe così diventare uno dei primi laboratori in cui misurare concretamente la capacità del movimento di passare dalla crescita nei sondaggi a una presenza politica organizzata.
Il tempismo, peraltro, è significativo.
Proprio il 14 settembre il sondaggio SWG per il TgLa7 attribuisce a Futuro Nazionale il 7,9% a livello nazionale, confermandolo quarta forza nella rilevazione.
Da una parte cresce quindi il consenso stimato; dall’altra aumentano gli eletti che scelgono di aderire.
Sono due fenomeni diversi, che non devono essere confusi, ma che insieme contribuiscono a delineare un movimento entrato in una nuova fase della propria evoluzione.
Milano 2027 sullo sfondo
La Lombardia assume inoltre una rilevanza particolare per un altro motivo: Milano.
La costruzione territoriale dell’area metropolitana in vista delle amministrative del 2027 è già diventata uno dei dossier politici del movimento. Una presenza strutturata al Pirellone potrebbe quindi offrire a FN maggiore visibilità e capacità di iniziativa proprio mentre prende forma la futura competizione milanese.
Per capire gli effetti effettivi sarà però necessario attendere l’ufficializzazione prevista per il 15 settembre e le successive decisioni organizzative del nuovo gruppo.
Ma il significato politico dell’operazione è già evidente: Futuro Nazionale non sta cercando soltanto voti. Sta costruendo rappresentanza istituzionale.
