Futuro Nazionale presenta una visione dell’Europa profondamente diversa da quella sviluppata negli ultimi decenni. Il programma del movimento guidato da Roberto Vannacci propone di ridimensionare i poteri delle istituzioni europee e riaffermare il primato degli interessi strategici italiani.
Non viene proposta, almeno in questa parte del documento, un’uscita immediata dell’Italia dall’Unione europea. L’obiettivo dichiarato è invece trasformare l’UE in una cooperazione tra Stati sovrani, contrastando qualsiasi evoluzione verso un sistema federale.
Costituzione italiana e trattati europei
Uno dei passaggi politicamente più rilevanti riguarda il rapporto tra ordinamento nazionale e vincoli internazionali.
Futuro Nazionale propone una riforma che affermi esplicitamente la prevalenza dei principi della Costituzione italiana sui trattati internazionali, compresi quelli europei.

Il partito chiede quindi che gli impegni assunti dall’Italia possano essere interpretati e, quando ritenuto necessario, ridiscussi sulla base dell’interesse nazionale, della tutela del lavoro e della capacità produttiva del Paese.
Questa posizione aprirebbe un confronto molto delicato con Bruxelles, perché l’ordinamento comunitario si fonda sul principio del primato del diritto europeo nelle materie attribuite all’Unione.
No all’Europa federale
La proposta di Vannacci è quella di un’Europa formata da nazioni indipendenti, unite da accordi di cooperazione ma libere di conservare il controllo sulle decisioni fondamentali.
Futuro Nazionale contesta il progressivo trasferimento di competenze verso Commissione, Consiglio e altre istituzioni sovranazionali. Politica estera, difesa, energia, agricoltura e sviluppo industriale dovrebbero tornare, secondo il programma, sotto un controllo nazionale più forte.
Il progetto punta così a modificare l’Unione dall’interno: meno centralizzazione politica e maggiore autonomia per i singoli Stati. Euronews
Energia: riaprire anche al gas russo
Il programma considera prioritaria la riduzione strutturale del costo dell’energia per famiglie e imprese.
Tra le opzioni indicate compare la riapertura al gas russo, accompagnata dalla diversificazione delle fonti nazionali e dal rilancio del nucleare e delle biomasse.
Futuro Nazionale ritiene che le scelte energetiche debbano rispondere prima di tutto alle necessità economiche e industriali italiane. La posizione si scontra però con le strategie europee adottate dopo la guerra in Ucraina e con l’obiettivo di ridurre la dipendenza energetica da Mosca.
Difesa: no al 5% del PIL deciso dall’esterno
Pur sostenendo la necessità di Forze armate moderne e adeguatamente equipaggiate, Futuro Nazionale si oppone all’ipotesi che NATO e Unione europea possano imporre all’Italia di destinare alla difesa il 5% del prodotto interno lordo.
Secondo il partito, ogni Stato dovrebbe determinare autonomamente il proprio livello di spesa militare, dopo una valutazione delle minacce reali e delle risorse disponibili.
Nel programma viene respinto anche il ricorso al prestito europeo SAFE. La difesa italiana dovrebbe puntare maggiormente sull’industria nazionale, sulla cantieristica e sulle filiere tecnologiche strategiche.
Agricoltura e Green Deal
Un altro punto di scontro riguarda le politiche agricole e ambientali europee.
Futuro Nazionale chiede di rivedere o eliminare le direttive considerate penalizzanti per agricoltori, allevatori e imprese italiane. Il Green Deal viene giudicato come un insieme di vincoli eccessivamente ideologici, capace di aumentare i costi di produzione e ridurre la competitività.
La linea è quella della sovranità alimentare: difesa della produzione nazionale, tutela delle denominazioni italiane e minore dipendenza dalle importazioni.
Una sfida che riguarda l’intero centrodestra
Le posizioni di Futuro Nazionale obbligano gli altri partiti del centrodestra a confrontarsi con temi difficili da evitare: rapporto con Bruxelles, sostegno all’Ucraina, costo dell’energia, riarmo e transizione ecologica.
Con il partito accreditato sopra il 7% nella Supermedia di fine agosto, la linea europeista o sovranista non rappresenta più una discussione teorica. Potrebbe diventare uno dei punti decisivi nella costruzione delle future alleanze.
Vannacci sembra voler lanciare un messaggio preciso: Futuro Nazionale non chiede all’Italia di abbandonare l’Europa, ma pretende che l’Europa torni a essere uno strumento al servizio delle nazioni e non un’autorità superiore agli Stati.
