Sforzini: “La provocazione di Bernardini indica la strada di Futuro Nazionale: difendere l’Occidente significa anche ripensare lo Stato”

Castello Sforzini di Castellar Ponzano — «La nuova riflessione del professor Paolo Luca Bernardini per il Centro Studi Rinascimento Nazionale, think tank di Futuro Nazionale, rappresenta una delle riflessioni più originali, coraggiose e intellettualmente stimolanti apparse negli ultimi mesi nell’area culturale che si riconosce nei valori dell’identità, della libertà e dell’Occidente».

Lo dichiara Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, sottolineando come l’intervento di Bernardini non sia soltanto un contributo teorico, ma un tassello importante nel percorso politico e culturale promosso da Futuro Nazionale.

Secondo Sforzini, quella avanzata da Bernardini è «una provocazione nel senso più nobile del termine: non offre slogan, ma pone una domanda destinata a far discutere». Una domanda che Futuro Nazionale intende assumere come terreno di confronto: difendere i valori dell’Occidente richiede anche ripensare lo Stato?

Il riferimento, anche ideale, al pensiero di Gianfranco Miglio apre una riflessione che tocca direttamente l’identità programmatica di Futuro Nazionale: superare lo Stato centralizzato, burocratico e autoreferenziale, restituendo forza alle comunità, ai territori, alla libertà responsabile e alla partecipazione civile.

Per Sforzini, il merito della riflessione di Bernardini è proprio quello di indicare una direzione che Futuro Nazionale considera decisiva: non limitarsi alla conservazione simbolica dei valori, ma costruire strumenti istituzionali nuovi per renderli vivi e operanti nella realtà contemporanea.

«Futuro Nazionale — sottolinea Sforzini — nasce per dare forma a una destra moderna, radicata nell’identità italiana ed europea, ma capace di guardare oltre gli schemi del passato. Difendere l’Occidente non significa ripetere formule consumate: significa interrogarsi su come libertà, sovranità, comunità e responsabilità possano tradursi in istituzioni più giuste, più vicine ai cittadini e più efficaci».

In questa prospettiva, il Centro Studi Rinascimento Nazionale assume un ruolo centrale come laboratorio di idee di Futuro Nazionale. Il suo obiettivo è alimentare un dibattito alto, libero e non subalterno, capace di affrontare i nodi profondi della crisi politica e istituzionale italiana.

Il richiamo a Miglio, osserva Sforzini, non va interpretato come un esercizio nostalgico, ma come uno stimolo a riaprire il cantiere delle riforme istituzionali, del rapporto tra Stato e territori, della responsabilità amministrativa e della libertà delle comunità locali.

«La destra — prosegue Sforzini — non può limitarsi a difendere simboli, confini e tradizioni se non ha anche il coraggio di interrogarsi sugli strumenti attraverso cui quei valori vengono custoditi, trasmessi e resi vivi nella storia. Futuro Nazionale vuole essere esattamente questo: una casa politica e culturale per chi non si accontenta della retorica, ma vuole costruire una visione».

Per Sforzini, la riflessione di Bernardini conferma la necessità di un nuovo patriottismo istituzionale: un patriottismo che non coincida con l’immobilismo statalista, ma con la capacità di riformare lo Stato per renderlo più coerente con le esigenze della nazione, della libertà e dei corpi intermedi.

«Il Centro Studi Rinascimento Nazionale — conclude Sforzini — è il luogo in cui Futuro Nazionale intende elaborare idee, proposte e visione. La riflessione di Paolo Luca Bernardini va in questa direzione. Può piacere o non piacere, ma ha il merito di costringere tutti a pensare. Ed è esattamente ciò di cui oggi la destra italiana ha bisogno: meno slogan, più pensiero; meno conformismo, più coraggio; meno burocrazia, più nazione».

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