VANNACCI AVVERTE IL CENTRODESTRA: «I NOSTRI VOTI NON SONO AUTOMATICI». FUTURO NAZIONALE ALZA IL PESO DELLA TRATTATIVA

Il leader di Futuro Nazionale interviene sulla nuova legge elettorale e manda un messaggio chiarissimo agli alleati potenziali: la collocazione naturale resta a destra, ma nessuno può considerare già acquisiti i voti di FN in un eventuale ballottaggio.

Il rapporto tra Futuro Nazionale e il centrodestra entra in una fase nuova.

A certificare il cambio di passo è Roberto Vannacci, che il 3 settembre interviene direttamente sul dibattito relativo alla nuova legge elettorale e soprattutto sull’ipotesi di un secondo turno alle elezioni politiche.

Il punto politico posto dal leader di Futuro Nazionale è netto: nessun partito può pensare di lasciare FN fuori dalla coalizione al primo turno e poi considerare automaticamente acquisito il voto dei suoi elettori in un eventuale ballottaggio.

Vannacci ha sintetizzato il concetto con un’immagine particolarmente efficace: gli elettori di Futuro Nazionale «non sono un pacco postale» da trasferire automaticamente da una coalizione all’altra.

«LA DESTRA È LA NOSTRA COLLOCAZIONE NATURALE»

La dichiarazione contiene però anche un secondo elemento politicamente importante.

Vannacci non mette infatti in discussione la collocazione di Futuro Nazionale.

La destra, afferma, rappresenta il terreno politico naturale del movimento. Ma una collocazione naturale, precisa il leader di FN, non significa un rapporto automatico, subalterno o incondizionato con gli altri partiti del centrodestra.

La distinzione è sostanziale.

Futuro Nazionale non sembra voler costruire la propria strategia presentandosi semplicemente come una componente aggiuntiva dell’attuale coalizione.

Il messaggio è diverso: prima vengono identità politica, programma e consenso degli elettori; solo successivamente può essere costruita un’eventuale convergenza.

IL BALLOTTAGGIO CAMBIA GLI EQUILIBRI

La discussione nasce dalle modifiche alla legge elettorale attualmente all’esame del Senato.

Nel centrodestra non esiste ancora una posizione uniforme sul possibile ritorno del ballottaggio: nelle ultime giornate sono emerse posizioni differenti tra Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati.

Il tema è diventato ancora più sensibile con la crescita di Futuro Nazionale.

Secondo l’ultima rilevazione SWG citata da Reuters, FN è arrivata al 7,5%, davanti a Forza Italia, ferma al 7,1%.

Un movimento di queste dimensioni non rappresenterebbe più soltanto una presenza elettorale autonoma.

Potrebbe diventare determinante per la costruzione di una maggioranza.

VANNACCI: «CHI VUOLE I NOSTRI VOTI DOVRÀ MERITARSELI»

È probabilmente questa la frase politicamente più importante dell’intervento.

Vannacci spiega che, nell’eventualità di un secondo turno, Futuro Nazionale valuterà la legge approvata, le coalizioni presenti e soprattutto gli impegni programmatici.

Se esisterà una convergenza seria, FN farà la propria parte.

Ma nessuna indicazione di voto può essere considerata anticipatamente acquisita.

Tradotto politicamente: l’eventuale sostegno al centrodestra dovrà passare attraverso un confronto.

Non necessariamente una trattativa basata su incarichi o posizioni, ma almeno una convergenza sostanziale sui contenuti.

È una strategia che consente a Futuro Nazionale di rivendicare contemporaneamente due elementi:

appartenenza all’area della destra e autonomia politica.

LA LEGGE ELETTORALE DIVENTA UNO SCONTRO POLITICO

Vannacci aveva già definito l’ipotesi del ballottaggio una «mossa della paura», sostenendo che la crescita di Futuro Nazionale avrebbe improvvisamente modificato l’atteggiamento delle altre forze politiche nei confronti della legge elettorale.

Il 2 settembre aveva ulteriormente sviluppato il ragionamento.

Secondo il leader di FN, inizialmente il secondo turno sarebbe stato immaginato nella convinzione che gli elettori vannacciani avrebbero poi votato automaticamente per il centrodestra. In seguito, sempre secondo la sua interpretazione, ci si sarebbe resi conto che il ballottaggio potrebbe addirittura liberare gli elettori dalla logica del “voto utile” al primo turno e favorire ulteriormente Futuro Nazionale.

È evidentemente una lettura politica di Vannacci, non un dato oggettivamente dimostrato.

Ma il problema che solleva è reale: come si comporterebbero gli elettori di FN davanti a un secondo turno senza il proprio partito?

IL SONDAGGIO YOUTREND E IL PESO DEGLI ELETTORI DI FN

Una simulazione YouTrend pubblicata il 3 settembre rende la questione ancora più interessante.

Al primo turno, il cosiddetto campo largo viene stimato al 44,4%, mentre il centrodestra si fermerebbe al 38,1%.

Al secondo turno, però, il risultato verrebbe ribaltato a favore dell’attuale maggioranza.

Il dato non dimostra naturalmente che tutti gli elettori di Futuro Nazionale sceglierebbero il centrodestra.

Dimostra però quanto il comportamento di quell’elettorato possa diventare decisivo.

Ed è proprio questo lo spazio politico che Vannacci sembra intenzionato a occupare.

DA MOVIMENTO “IRRILEVANTE” A POSSIBILE AGO DELLA BILANCIA

Per mesi il dibattito su Futuro Nazionale è stato concentrato soprattutto sulla possibilità che il movimento riuscisse o meno a superare una soglia elettorale significativa.

Oggi il tema sta cambiando.

Se FN riuscisse a consolidarsi stabilmente tra il 7 e l’8%, la domanda non sarebbe più soltanto quanto vale Vannacci.

La domanda diventerebbe:

che cosa può chiedere Futuro Nazionale per entrare in una futura coalizione di governo?

Immigrazione, sicurezza, rapporti con l’Unione europea, autonomia energetica, politica estera, famiglia e riforme istituzionali potrebbero diventare terreni di confronto determinanti.

FUTURO NAZIONALE VUOLE SEDERSI AL TAVOLO DA PROTAGONISTA

La strategia che emerge è quindi abbastanza chiara.

Futuro Nazionale non chiude al centrodestra.

Anzi, Vannacci continua a indicare esplicitamente la destra come propria area politica naturale.

Ma il movimento non sembra disposto ad accettare il ruolo di forza accessoria.

Se i sondaggi continueranno a riconoscergli percentuali importanti, FN tenterà probabilmente di trasformare quel consenso in peso programmatico e negoziale.

Ed è qui che la partita diventa interessante anche per Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani.

Perché la crescita di Futuro Nazionale potrebbe non sottrarre semplicemente voti ai partiti tradizionali del centrodestra.

Potrebbe obbligare tutta la coalizione a ridiscutere equilibri, programmi e leadership politica.

La frase di Vannacci sui voti che devono essere “meritati” contiene quindi qualcosa di più di una provocazione.

È probabilmente l’annuncio del metodo con cui Futuro Nazionale intende affrontare la prossima fase politica.

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