Domenico Giannetta supera il dieci per cento nelle elezioni suppletive. Un risultato territoriale che non può essere automaticamente trasformato in una proiezione nazionale, ma che offre un primo dato elettorale concreto su cui misurare il progetto politico.
Per ogni movimento politico arriva un momento nel quale le piazze, i tesseramenti, gli eventi e i sondaggi devono confrontarsi con un dato molto più semplice e molto più difficile da interpretare: quello delle urne.

Per Futuro Nazionale uno di questi passaggi è arrivato con le elezioni suppletive della Camera nel collegio uninominale Reggio Calabria-Locri, concluse il 28 settembre.
Il risultato ufficiale ha assegnato la vittoria a Fabio Roscioli, candidato sostenuto dal centrodestra, con il 51,02% dei voti. Frank Benedetto, sostenuto da un ampio schieramento di centrosinistra, ha ottenuto il 36,59%. Domenico Giannetta, candidato di Futuro Nazionale, ha raggiunto il 10,94%. Francesco Toscano si è fermato all’1,44%. ANSA.it
Per Futuro Nazionale il dato assume particolare interesse perché rappresenta un riscontro elettorale diretto ottenuto da un candidato riconducibile al movimento.
È però necessario leggere il risultato correttamente.
Le suppletive hanno caratteristiche profondamente differenti dalle elezioni politiche nazionali. Il collegio è circoscritto, la personalità dei candidati conta molto, il radicamento locale può modificare significativamente la distribuzione del voto e, soprattutto, l’affluenza è normalmente più bassa.
A Reggio Calabria-Locri ha votato infatti soltanto il 22,34% degli aventi diritto, contro il 49,40% registrato quattro anni prima nel medesimo territorio. ANSA.it
Questo significa che il 10,94% ottenuto da Giannetta non può essere trasferito meccanicamente su scala nazionale. Sarebbe metodologicamente scorretto.
Ma sarebbe altrettanto sbagliato ignorarlo.
Per un movimento relativamente nuovo, ottenere un risultato a doppia cifra in una consultazione reale rappresenta comunque un dato politico da studiare. Occorrerà capire quanto abbia inciso il profilo personale del candidato, quanto il simbolo nazionale, quanto la struttura organizzativa territoriale e quanto invece la particolare configurazione della competizione.
Domenico Giannetta ha definito pubblicamente il risultato un “banco di prova” superato. Questa resta la valutazione del candidato e del movimento; il dato oggettivo rimane quel 10,94%, che ora potrà essere confrontato con eventuali consultazioni successive.
Il vero interrogativo riguarda infatti il radicamento.
Un movimento politico può vivere per alcuni mesi soprattutto grazie alla notorietà nazionale dei propri dirigenti. Per durare, però, deve trasformarsi in una struttura capace di individuare candidati, costruire gruppi locali, organizzare militanti, partecipare alle amministrative e mantenere una presenza continuativa nei territori.
È questa la differenza tra un fenomeno prevalentemente mediatico e un’organizzazione politica.
Le suppletive calabresi offrono quindi un primo laboratorio.
Il voto segnala l’esistenza, almeno in quel collegio, di uno spazio elettorale autonomo per Futuro Nazionale. Non chiarisce ancora quanto questo spazio sia riproducibile in altre regioni né quale sarebbe il comportamento degli stessi elettori in un’elezione politica nazionale caratterizzata da maggiore affluenza e da una competizione differente.
Proprio per questo i prossimi mesi saranno importanti.
L’eventuale partecipazione alle elezioni amministrative permetterà di capire se il movimento riuscirà a costruire una presenza omogenea o se emergeranno forti differenze territoriali.
La Calabria, da questo punto di vista, può rappresentare un primo tassello.
Non una fotografia dell’Italia, ma un dato reale dal quale partire.
Nel panorama politico contemporaneo, dove i sondaggi vengono spesso trasformati in eventi mediatici quotidiani, il voto conserva infatti una caratteristica fondamentale: è l’unica rilevazione nella quale l’elettore non dichiara semplicemente un’intenzione, ma compie una scelta.
Per Futuro Nazionale il 10,94% di Reggio Calabria-Locri entra quindi nel dossier della costruzione politica del movimento.
