Il commercialista ed ex amministratore locale torna al centro delle interlocuzioni in vista delle prossime comunali. Attorno al suo nome si lavora all’ipotesi di un progetto civico capace di coinvolgere professionisti, imprese, associazioni e realtà già attive nella precedente tornata elettorale.
MILANO – Salvatore Varano potrebbe tornare protagonista della politica milanese in vista della prossima sfida per Palazzo Marino. Nelle ultime settimane il suo nome è tornato a circolare negli ambienti civici cittadini, dove sarebbero in corso interlocuzioni per valutare una possibile candidatura a sindaco di Milano.

Al momento non risulta un annuncio formale della candidatura. Il quadro resta quindi interlocutorio: si starebbe lavorando alla verifica delle condizioni politiche e organizzative necessarie per costruire una proposta autonoma, con una presenza nei quartieri e nei Municipi e con il coinvolgimento di esponenti della società civile, professionisti, imprenditori, commercianti e associazioni.
Non si tratterebbe, peraltro, di un esordio. Già nel 2021 il nome di Varano era stato proposto per la corsa a sindaco di Milano da associazioni e movimenti civici, circostanza riportata anche da fonti dell’epoca e ricordata successivamente in alcuni suoi profili pubblici.
Un progetto che riparte dal mondo civico
Secondo le informazioni che accompagnano le interlocuzioni di queste settimane, una parte delle realtà che avevano seguito quell’esperienza starebbe tornando a confrontarsi sulla possibilità di costruire una nuova aggregazione.
Tra le denominazioni allo studio compare “Orgoglio Italiano – Varano Sindaco”, pensata come contenitore civico attraverso il quale riunire competenze ed esperienze differenti. Non una struttura definita, almeno per ora, ma l’ipotesi di un progetto che dovrebbe progressivamente trasformarsi in programma, squadra e organizzazione territoriale.
L’elemento caratterizzante sarebbe proprio l’apertura a figure che non provengono necessariamente dalla politica tradizionale. Professionisti, rappresentanti del mondo produttivo, commercianti, associazioni e cittadini potrebbero essere coinvolti nella definizione delle proposte per la città.
È su questo terreno che si giocheranno probabilmente le prossime settimane: capire quali adesioni concrete possano maturare attorno al progetto e quale forma politica possa eventualmente assumere.
Il profilo di Varano
Salvatore Varano è dottore commercialista e revisore legale. Un curriculum professionale pubblicato da un ente comunale riporta l’iscrizione all’Ordine dei Dottori Commercialisti dal 1996 e al Registro dei revisori contabili dal 1999, oltre a diversi incarichi professionali e attività nel campo della consulenza agli enti e alle imprese.
La sua attività professionale ha oggi uno dei propri riferimenti principali a Milano. Anche il sito professionale di Varano indica il capoluogo lombardo come sede principale della propria attività di consulenza.
Alla professione Varano ha affiancato negli anni esperienze amministrative e politiche. Fonti pubbliche ricordano incarichi ricoperti in diversi enti locali e, tra le esperienze precedenti, quella di consigliere comunale a Borgia con responsabilità nella Commissione Bilancio, Finanza e Programmazione economica.
È inoltre attivo nell’associazionismo come presidente di “Oltre Ogni Ragionevole Dubbio – Vittime della Giustizia e del Fisco”, organizzazione intervenuta pubblicamente negli ultimi mesi su giustizia, sistema penitenziario e rapporti tra cittadini e istituzioni.
Dalla sicurezza alla fiscalità locale.
Qualora il progetto prendesse definitivamente forma, il confronto programmatico dovrebbe concentrarsi su alcune delle questioni che attraversano oggi Milano: sicurezza urbana, periferie, politiche per la casa, commercio, sostegno alle imprese, fiscalità comunale, mobilità, servizi alle famiglie ed efficienza amministrativa.
Si tratta, tuttavia, di temi che dovranno essere tradotti in proposte dettagliate qualora la candidatura venga formalizzata. In questa fase è quindi prematuro parlare di un programma elettorale già definito.
Il metodo immaginato dal nascente gruppo civico sarebbe quello di partire dal confronto con categorie professionali, imprese, commercianti, associazioni e territori, per arrivare successivamente a una piattaforma amministrativa per Milano.
Il precedente del 2021 e una partita ancora aperta
Il dato politico di questa fase è soprattutto il ritorno del nome di Varano nel dibattito cittadino.
A cinque anni dall’esperienza del 2021, alcune delle relazioni costruite allora sembrerebbero essere nuovamente attive. La differenza, questa volta, potrebbe essere rappresentata dal tentativo di strutturare con maggiore anticipo una rete civica e territoriale.
Resta da comprendere quale sarà il rapporto del progetto con le altre forze presenti nello scenario milanese e soprattutto quale perimetro politico verrà scelto nel caso in cui Varano decida di sciogliere definitivamente la riserva.
Per ora la parola chiave resta dunque “costruzione”: costruzione della squadra, delle adesioni, del programma e della presenza nei Municipi.
Solo al termine di questo percorso potrà arrivare l’eventuale annuncio ufficiale.
Ma il movimento attorno al nome di Salvatore Varano indica che una nuova ipotesi civica per la corsa a Palazzo Marino è entrata nella fase delle interlocuzioni. Le prossime settimane diranno se “Orgoglio Italiano – Varano Sindaco” resterà un progetto allo studio oppure diventerà una delle realtà presenti nella futura competizione elettorale milanese.
