All’assemblea costituente di Roma, durante la prima giornata, il generale rivendica la linea sovranista e identitaria del nuovo partito. Il messaggio alla coalizione di governo è netto: nessun accordo al ribasso. La prova decisiva sarà trasformare la mobilitazione in una struttura politica stabile.

Un auditorium pieno, una platea arrivata da tutta Italia e un discorso costruito per marcare le distanze dal centrodestra di governo. La prima giornata dell’assemblea costituente di Futuro Nazionale ha consegnato l’immagine di un movimento che prova a trasformarsi in partito senza rinunciare al linguaggio diretto, identitario e provocatorio che ha accompagnato l’ascesa politica di Roberto Vannacci.


L’appuntamento si svolge sabato 13 e domenica 14 giugno all’Auditorium della Conciliazione, a pochi passi da San Pietro. Secondo gli organizzatori, le 1.750 poltrone della sala erano occupate. Sono stati annunciati oltre 1.500 delegati locali, chiamati a dare forma alla nuova organizzazione nata dopo l’uscita di Vannacci dalla Lega.
L’inno nazionale ha aperto i lavori. Sul palco, dominato dal blu e dal simbolo del partito con il Colosseo, il generale ha scelto di parlare prima di tutto alla propria comunità. Ha rivendicato con orgoglio l’etichetta di movimento antisistema e ha utilizzato la parola “feccia” come elemento identitario, rivolgendosi a una platea che considera esclusa o non rappresentata dai partiti tradizionali.
Il passaggio politicamente più rilevante, tuttavia, riguarda il rapporto con la maggioranza. Vannacci non ha attaccato direttamente Giorgia Meloni né Matteo Salvini, ma ha contestato la direzione politica dell’attuale coalizione e ha concentrato le critiche soprattutto su Forza Italia. Il leader di Futuro Nazionale ha respinto l’idea di un’adesione automatica al centrodestra e ha contrapposto il proprio progetto alle politiche europee, al Green Deal e a quella che definisce l’eredità dell’agenda Draghi.



Il messaggio è chiaro: Futuro Nazionale non intende presentarsi come una semplice componente aggiuntiva della coalizione. L’obiettivo è costruire una destra autonoma, sovranista e più radicale sui temi dell’immigrazione, della cittadinanza e del rapporto con Bruxelles. Nel corso dell’intervento Vannacci ha rilanciato la remigrazione, ha insistito sulla lotta all’immigrazione irregolare e ha invitato la sala a scandire lo slogan “L’Italia agli italiani”.
Quella di Roma è anche una prova organizzativa. Finora il movimento è cresciuto soprattutto intorno alla figura del suo fondatore, alla sua esposizione mediatica e alla capacità di intercettare una parte dell’elettorato di destra insoddisfatta del governo. La presenza di una platea numerosa rappresenta un risultato importante, ma non sufficiente: il passaggio da movimento personale a partito nazionale richiede una rete territoriale, una classe dirigente riconoscibile e una linea politica capace di reggere oltre il momento congressuale.


Il contesto rende l’operazione rilevante anche per gli equilibri della maggioranza. I sondaggi collocano Futuro Nazionale intorno al 4-5 per cento, una percentuale che potrebbe incidere in modo significativo nella competizione elettorale e mettere sotto pressione soprattutto la Lega. Il nuovo partito ha inoltre già attratto parlamentari provenienti dalle forze di governo.
La prima giornata si chiude quindi con due dati. Il primo è il successo della mobilitazione: Vannacci ha dimostrato di possedere una base attiva e un’identità politica immediatamente riconoscibile. Il secondo è l’apertura di una frattura nel campo della destra: il generale non sembra interessato, almeno per ora, a cercare una mediazione con gli alleati di governo.

La giornata conclusiva di domenica servirà a capire meglio la struttura del partito, il peso dei parlamentari aderenti e la strategia in vista delle prossime elezioni. L’assemblea di Roma non è ancora il punto di arrivo. È il tentativo di trasformare una protesta identitaria in un soggetto politico capace di condizionare gli equilibri nazionali.
Un ringraziamento va alle inviate speciali per l’occasione per FUTURE Italia, la Dott.ssa Giliola Mosele e la Dott.ssa Daniela Plodari oltre alla consueta ed instancabile Sylvie Lubamba.


