La nascita di Futuro Nazionale, il nuovo soggetto politico che si richiama al progetto del generale Roberto Vannacci, apre una fase di confronto interno anche in Lombardia. Dopo il varo dell’assemblea costituente, il tema centrale diventa ora la costruzione della struttura territoriale, con particolare attenzione alla scelta dei referenti regionali e provinciali.
A intervenire nel dibattito è Roberto Jonghi Lavarini, già segretario provinciale del FDG, dirigente regionale del FUAN, dirigente provinciale del MSI di Milano, dirigente regionale di Alleanza Nazionale in Lombardia, oltre che segretario cittadino e dirigente regionale della Fiamma Tricolore.

Secondo Jonghi Lavarini, il nuovo movimento deve puntare a diventare un grande partito popolare, aperto e radicato nella società civile. L’obiettivo indicato è ambizioso: raggiungere il 10% dei consensi. Per farlo, sostiene, non basta il richiamo nazionale al progetto politico, ma serve una classe dirigente capace di organizzare il movimento sui territori.
«Bene il varo della flotta Futuro Nazionale — afferma Jonghi Lavarini — ma ora vanno scelti attentamente i comandanti delle navi regionali e provinciali che ci devono guidare in battaglia in mare aperto». Una metafora che richiama la necessità di una guida politica solida, esperta e già pronta ad affrontare campagne elettorali, propaganda e organizzazione militante.
Nel dibattito interviene anche Piergianni Prosperini, presidente dell’associazione culturale Nordestra, che sottolinea il ruolo strategico della Lombardia all’interno del progetto. «La Lombardia, con la sua storia, cultura d’impresa, 10 milioni di abitanti e uno dei PIL più alti d’Europa, sarà certamente protagonista del progetto politico del Generale Vannacci», afferma Prosperini, aggiungendo però che dovranno essere rispettati «il nostro peso e la nostra autonomia».

Una posizione che richiama la specificità lombarda e la necessità di riconoscere alla regione un ruolo proporzionato alla sua importanza economica, sociale e politica.
Sulla stessa linea si colloca anche l’avvocato Renato Maturo, presidente del comitato 421 di Milano e Provincia, che evidenzia l’esigenza di organizzare il nuovo partito secondo criteri rigorosi di partecipazione, trasparenza e meritocrazia.

Secondo Maturo, la costruzione territoriale di Futuro Nazionale dovrà tenere conto delle diverse componenti culturali, delle province, del numero degli abitanti, dei rappresentanti istituzionali locali e degli equilibri politici già consolidati. Un’impostazione che punta a evitare improvvisazioni e a garantire una rappresentanza equilibrata all’interno del nascente movimento.
Il messaggio che arriva dalla Lombardia è dunque chiaro: Futuro Nazionale può trovare in questa regione uno dei suoi principali motori politici, ma la fase organizzativa dovrà essere gestita con attenzione, competenza e rispetto delle realtà locali.
Il progetto, nelle intenzioni dei suoi sostenitori, punta a coinvolgere società civile, categorie produttive, associazionismo e giovani, formando una nuova classe dirigente. La sfida, ora, sarà trasformare l’entusiasmo iniziale in una struttura politica capace di radicarsi nei territori e affrontare le prossime battaglie elettorali.
