

Prima di contare le poltrone, qualcuno dovrebbe leggere le bollette.
È da questa distanza, tra le occupazioni del Palazzo e le preoccupazioni degli italiani, che dobbiamo partire, perché una politica assorbita dalla distribuzione degli incarichi finisce per considerare i cittadini soltanto quando servono i loro voti, poi tornano le trattative, gli equilibri da proteggere, le ambizioni personali…e il Paese resta in attesa.
Futuro Nazionale, guidato dal generale Roberto Vannacci, ha scelto di mettere il merito tra i principi che devono orientare la propria organizzazione, l’articolo 10 dello statuto lo richiama espressamente per la selezione delle candidature, affidando all’Esecutivo nazionale la definizione dei criteri applicativi, è un impegno preciso, sul quale pretendiamo di essere misurati.
Prenderlo sul serio significa accettarne tutte le conseguenze, chi assume una responsabilità deve dimostrare di esserne all’altezza, le conoscenze personali non possono diventare titoli di merito e la vicinanza a un dirigente non può sostituire la competenza, chi cerca una scorciatoia deve trovare la strada chiusa, anche quando bussa alla porta giusta, in sostanza più sforzi e meno …sforzini.
La credibilità di questa scelta si costruisce nelle decisioni quotidiane, sarebbe troppo comodo chiedere rigore agli avversari e indulgenza per noi stessi, la differenza che rivendichiamo comporta un obbligo, applicarla.
Con la stessa nettezza chiediamo che il confronto sul nostro programma entri finalmente nel merito, alla sinistra che contesta Futuro Nazionale chiediamo di indicare le proposte, citarle correttamente e spiegare perché sarebbero sbagliate, una caricatura può funzionare in televisione ma non basta sicuramente a confutare un progetto politico.
Le accuse documentate meritano risposte. Le deformazioni meritano smentite. Confondere le due cose serve soltanto a rendere impossibile la discussione, e chi pretende di conoscere le intenzioni degli elettori meglio degli elettori stessi dovrebbe interrogarsi sul proprio rapporto con la democrazia.
Il rafforzamento delle destre in diversi Paesi europei, pur con andamenti differenti, è un fatto politico con cui confrontarsi, liquidarlo come un’incomprensione collettiva evita la domanda più scomoda, quali bisogni stanno intercettando queste forze, e chi ha smesso di ascoltarli?
Il carovita, intanto, pesa davvero, sarebbe un errore ridurlo a un espediente della propaganda, proprio per questo va sottratto alla recita delle indignazioni, chi fatica a sostenere le spese di casa ha diritto a proposte delle quali si possano discutere costi, tempi e conseguenze.
La paura di perdere consenso non autorizza nessuno a usare quella fatica come materiale elettorale.
L’energia è uno dei terreni decisivi, Il programma di Futuro Nazionale propone di diversificare fonti e approvvigionamenti, valorizzare le risorse nazionali e investire nell’efficienza energetica, contempla inoltre il nucleare di nuova generazione nel lungo periodo e la riapertura dei canali commerciali energetici con la Russia, una scelta controversa, da discutere apertamente, valutandone convenienza, affidabilità e rischi ma tutto in funzione dell’interesse Nazionale.
Ed è qui che intendiamo misurare il nostro nazionalismo, nella capacità di difendere il lavoro, sostenere la produzione e rendere meno vulnerabile la vita delle famiglie. Pronunciare la parola “sovranità” comporta assumersi la responsabilità delle condizioni materiali che la rendono possibile.
Questo criterio deve valere anche nel rapporto con il governo, l’appartenenza a una stessa area politica non impone il silenzio, ogni impegno internazionale che assorbe risorse pubbliche deve avere obiettivi comprensibili, costi dichiarati e benefici per l’Italia che possano essere discussi.
Le alleanze comportano responsabilità, i cittadini hanno il diritto di sapere come vengono esercitate e quali priorità vengono sacrificate.
L’interesse nazionale deve guidare quelle decisioni, e quando riteniamo che venga trascurato, abbiamo il dovere di dirlo, anche a costo di disturbare gli equilibri del nostro stesso campo.
Questo giornale prenderà posizione.
Con chiarezza, senza chiedere immunità dalle critiche, il confronto potrà essere duro, persino feroce, purché riguardi ciò che proponiamo davvero, chi considera una nostra idea sbagliata la affronti e chi la ritiene impraticabile ne mostri i limiti, Il pregiudizio di solito risparmia la fatica di argomentare, ma lascia tutti esattamente dove erano.
La sfida di Futuro Nazionale sarà rendere riconoscibile, nei comportamenti e nelle scelte, la differenza che afferma, a cominciare dalla disponibilità a perdere un incarico pur di rispettare un principio.
Una poltrona si può lasciare vuota.
Gli impegni presi con gli italiani vanno colmati.
